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Ciao !
Qualche giorno fa, ho provato a rimuovere le viti che tenevano fissato un piano in legno, su di un telaio fatto di robuste assi di legno di noce.
Purtroppo, la parte filettata delle viti, diventata quasi tutta ruggine ( il manufatto risale a circa un secolo fa ), si è fratturata nello spessore di queste assi !
Potrei tranquillamente inserire nuove viti a qualche millimetro di distanza dalla sede ove erano alloggiate le vecchie viti, ma sapere di aver lasciato queste parti di viti nella loro sede, mi sà tanto di ..... lavoro non proprio "pulito" ! 🙁 :-
Mi aiutate, per cortesia, a sviluppare un modo per riuscire ad eliminare (estrarre, sarebbe il caso di dire ), questi frammenti di viti rotte ?
Ho pensato anche a qualcosa che mi consentisse una specie di "carotatura" del sito di frattura ...... così da rimuovere con il segmento di legno, anche il frammento di vite in esso contenuto !!!!!!
Aspetto il Vs intervento !
grazie !
O fai un’operazione di alta chirurgia praticando dei forellini attorno alla vite che estrarrai con una pinzetta a becco lungo, o compri una punta a corona (penso si chiami così): è una specie di punta da trapano fatta a cilindro cavo. Fai una carotatura che poi riempi con legno.
Puoi anche usare una punta a ferro dello spessore della vite e trapanare fino a che non hai consumato il metallo della vite (trapano a velocità regolabile è d'obbligo) e quindi non avendo un buco passante poi lo puoi stuccare a colore.
mi pare un'impresa impossibile
L'ho detto perché mi è capitato di doverlo fare, se la vite è piccola si fa presto no presenta particolari difficoltà. Piu grossa la vite e peggio è ...pero ci sta anche di lasciarla li dov'è se è troppo laborioso o se si rischia di fare peggio...non sentirti obbligato a toglierla...almeno io ragiono così 😉
O fai un’operazione di alta chirurgia praticando dei forellini attorno alla vite che estrarrai con una pinzetta a becco lungo, o compri una punta a corona (penso si chiami così): è una specie di punta da trapano fatta a cilindro cavo. Fai una carotatura che poi riempi con legno.
la punta che citi (più correttamente una sega cilindrica) si chiama a tazza, sono comunemente acquistabili anche nei brico, niente di complicato. Il problema nell'uso di queste seghe a tazza è che portano al centro dell'incavo una punta guida (classica da trapano) che cadrebbe proprio sulla vite spezzata, pertanto il cilindro per estrarre la vite deve essere eccentrica rispetto al suo asse. Successivamente al taglio del cilindro, bisogna poi lavorare con la sgorbietta per rimuoverlo dalla sua sede. Non è operazione semplice, io lascerei il moncone dentro, se non è in vista non cè alcun problema di tipo tecnico, legno e ferro vanno d'accordo!
La vite spezzata lasciala dove si trova in fondo occhio non vede cuore non duole...
e non utilizzare viti, nel restauro non è consuetudine... le alternative sono molteplici (chiodi, spine di legno, colle etc).